la storia
Il viaggio per mare sulla scena, e la navigazione che lo ha reso possibile
Come i navigatori polinesiani leggevano stelle, onde e uccelli marini, e come lo spettacolo Kalamaku racconta una traversata tra Tahiti e Kauaʻi.
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| Iscriviti | Come lo usavano i navigatori |
|---|---|
| Stelle | Per ogni rotta si memorizzava un preciso ordine di stelle, osservando dove sorgevano e dove tramontavano |
| Onde oceaniche | Le onde si muovono in una direzione costante e guidavano la canoa quando le nuvole coprivano le stelle |
| Uccelli marini | Le sterne volano in mare a pescare al mattino e tornano a terra di notte |
| Canoa a doppio scafo | Due scafi uguali legati fianco a fianco, con spazio tra loro per trasportare le provviste |
Una traversata senza strumenti
La navigazione polinesiana si basava su conoscenze custodite nella memoria. Il navigatore imparava le stelle che segnavano una rotta e leggeva il mare stesso per mantenere la giusta direzione.
Stelle e onde
Ogni rotta aveva la sua sequenza di stelle che sorgevano e tramontavano. Quando le nuvole le nascondevano, il moto ondoso dell'oceano, che viaggia in linea retta, offriva un'altra guida.
Gli uccelli come segno di terra
Alcuni uccelli marini pescano in mare di giorno e tornano a terra di notte, quindi osservare in quale direzione volavano dava ai naviganti un indizio su dove si trovasse un'isola.
La canoa
Le canoe da navigazione erano spesso a doppio scafo: due lunghi scafi di uguale lunghezza legati insieme, con spazio tra loro per cibo e acqua nelle traversate più lunghe.
Cosa racconta lo spettacolo
Lo spettacolo principale segue un viaggio epico tra Tahiti e Kauaʻi lungo una delle rotte marine più estese della Polinesia, con una scenografia interattiva che immerge il pubblico nell'epoca della grande migrazione.
Kalamaku, figlio della nuova terra
Lo spettacolo rende omaggio alla mitologia di Kauaʻi e all'antica leggenda di Kalamaku, il cui nome significa figlio della nuova terra.